Osvaldo Licini


Giorno 28


Anche oggi, desideriamo presentarvi un artista, uno di quelli non famosissimi o super visti ma di certo un artista particolare e di nicchia – oggi vi racconteremo Osvaldo Licini.
Ritenuto uno dei più interessanti artisti del Novecento europeo, Osvaldo Licini nasce il 22 marzo del 1894 in un piccolo paesino delle Marche, Monte Vidon Corrado, in provincia di Fermo.
La famiglia di Osvaldo, emigrerà in Francia in piena infanzia dell’artista e Osvaldo rimarrà affidato alle cure del nonno paterno.
Di certo l’ambiente che circonda l’artista fin dai suoi primi anni d’infanzia, forgerà la sua tempra e la sua creatività conferendone la vena artistica che da sempre lo ha caratterizzato. Nel piccolo paesino marchigiano, Licini ammirerà un paesaggio che lo ispirerà durante la realizzazione di ogni sua opera pittorica. Come non ricordare le sue tele raffiguranti i suoi incanti notturni, i poetici dialoghi con la luna, pennellate di spirito dai toni preziosi e profondi della natura e della sua tavolozza.
In tenera età Licini si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e poi si reca a Parigi, nell’affascinante ambiente delle avanguardie francesi dell’inizio del Novecento, negli anni in cui Parigi era ruggente e i suoi artisti quotidianamente raffiguravano opere ormai impresse nella memoria visiva di tutti noi. Facciamo riferimento ad artisti come Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Chaim Soutine, tutti carissimi amici di Osvaldo Licini.
Licini, da sempre nostalgico e fedele alle sue origini, ritornerà nella sua casa di Monte Vidon Corrado esattamente nel mezzo del cammin della sua vita, e lo farà accompagnato dalla sua futura moglie, la pittrice svedese Nanny Hellstrom.
Viene definita dai critici questa azione come un’azione di assoluta libertà per un artista che in quei particolari anni avrebbe dovuto forgiarsi in ambienti all’avanguardia e contemporanei come lo era di certo la Parigi dell’epoca.
Licini tuttavia adotta la linea della coerenza, dell’amore e non infine della libertà appunto – sceglie il tempo rurale, quello dell’alternarsi delle stagioni, della rotazione delle colture, del giorno e della notte che puntualmente con costanza si avvicendano naturalmente.
Nella sua casa marchigiana, che lui definisce “laboratorio d’arte sperimentale”, Licini partorisce un’arte rivelatoria, metamorfica, poetica, illuminante, sconfinata, metafiscia e per questo semplicemente immensa.
Vi proponiamo qui alcune opere dell’artista Licini affinché possiate ammirarle nella loro essenziale bellezza.



A domani
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