Mario Giacomelli


Giorno 35


Augurandovi una serena Pasquetta, oggi desideriamo portarvi a scoprire un grandissimo fotografo italiano del nostro Novecento, Mario Giacomelli.
Diciamo portarvi, perché per conoscere l’arte fotografica di Giacomelli è certamente necessario intraprendere un viaggio fisico e mentale nei suoi soggetti, i paesaggi e le persone.
Parliamo di soggetti tematici specifici i quali il fotografo li ha incastonati nelle sue meravigliose opere osservandoli nella sua terra natìa, Senigallia e i suoi dintorni marchigiani.
Nato nel 1925 a Senigallia, durante la sua prima infanzia a soli nove anni resta orfano di padre. La madre, lavandaia all’ospizio di Senigallia, mantiene Mario e i suoi fratelli. Garzone in una tipografia durante la seconda guerra mondiale, post conflitto Mario decide di aprirsene una per conto proprio. Sarà un’anziana dell’ospizio nel quale lavorava la madre a permettergli di aprirlo, grazie ai suoi risparmi.
La Tipografia Marchigiana diviene così luogo di transito per molti artisti dell’epoca.
Nel 1953 Giacomelli acquista una macchina fotografica, va nella spiaggia di Senigallia e comincia a scattare: sono le sue prime fotografie.
L’Approdo, la sua prima famosissima fotografia sarà punto di partenza per tantissime fotografie che Giacomelli scatterà nella sua terra ed a ciascuna serie fotografica ne darà un nome suggestivo e simbolico.
Tra le tante serie fotografiche e famose al mondo di Giacomelli, ricordiamo: Nature morte, fotografie in bianco e nero scattate con oggetti domestici che trovava nell’orto di casa; Nudi, foto di uomini e donne della vita quotidiana del fotografo che nulla hanno a che fare con la natura estetica del nudo ma sono fotografie che si rifanno al senso profondo dell’essere nudi appunto nelle situazioni quotidiane tant’è che ad ispirare tale tematica furono le visioni degli ospiti dell’ospizio; a tale proposito Giacomelli poi partorirà la serie focale dell’Ospizio, profondissima serie riguardo i solchi dell’umanità ben visibili sui volti di ciascun essere umano ritratto; i Paesaggi, vere e proprie opere fotografiche maestose e poetiche delle terre marchigiane che Giacomelli ha immortalato nei suoi scatti in bianco e nero.
Alla fine degli anni Cinquanta risalgono le serie fotografiche di Scanno e Pretini.
Degli anni Sessanta ricordiamo invece la serie La buona terra, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, Caroline Branson da Spoon River.
Quanto sopra indicato rappresenta solo una minuscola parte del grandissimo bagaglio fotografico di Mario, le serie citate potrete ricercarle una ad una sui motori di ricerca e ne verrete travolti dalla loro semplicità e forza comunicativa.
La fotografia di Giacomelli risulta così essere un’arte unica nella sua essenza del bianco e nero, nella semplicità dei temi da lui scelti elevati a pura poesia grazie alla posizione da protagonisti conferita ai suoi più deboli e normali soggetti: gli anziani, i contadini, i preti, i giovani innamorati e così via.
Vi proponiamo qui alcune fotografie tra le più famose di Mario Giacomelli.



A domani
#iorestoacasa


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