Il Museo del Costume di Donnafugata

  • 24 Agosto 2021

MU.DE.CO

All’interno del Castello di Donnafugata, meraviglioso polo museale in provincia di Ragusa, vive una bella realtà creativa, il Museo del Costume. Il museo ospita una ricca collezione di abiti ed accessori appartenuti a Gabriele Arezzo di Trifiletti, raffinato gentiluomo appartenente a due tra le famiglie più nobili e più antiche di Sicilia, gli Arezzo e gli Amari.
Dall’ottobre 2020, il museo ha aperto le sue porte ai visitatori attraverso un progetto pluriennale di restauro ed allestimento per renderlo un luogo all’altezza di ospitare meraviglie della moda senza tempo.
Nel dettaglio:
60 abiti completi
695 singoli indumenti
1555 accessori moda con scarpe e cappelli di ogni foggia
72 elementi di oggettistica varia tra cui prodotti per la cosmesi, utensili, per il ricamo e il cucito e, tra gli altri, una singolare sedia-parto e una curiosa vasca da bagno da viaggio

Quel che ci è risultato mancante nella progettazione comunicativa dello spazio è di certo una giusta e strategica segnalazione di questo spazio così prezioso per il Castello di Donnafugata.
Infatti, l’abbiamo trovato indicato semplicemente su un totem di fronte alla biglietteria (tant’è che non gli abbiamo dato molto conto) ed inoltrandoci nei meandri del chiostro del castello, non abbiamo trovato alcun’altra segnalazione che possa guidare il visitatore verso tale spazio.
Nel giorno di visita al Castello, infatti, non abbiamo visitato il MU.DE.CO proprio per tale ragione, ma grazie al prezioso suggerimento di una ragazza del posto circa questo fantastico spazio, ci siamo ritornati il giorno dopo, dedicandogli tutto il tempo che si merita per una bella visita al suo interno.

Una interessante linea del tempo, all’ingresso del museo, ricorda con meticolosità, l’evoluzione della moda dal 1700 agli anni Sessanta del Novecento nonché gli sviluppi tecnico meccanici in tale ambito e gli aspetti sociali abbinati a tale contesto.
Le sale si sviluppano all’interno del museo con maestosità, grande maestria nell’allestimento e nella scelta della scenografia e degli aspetti sonori, un pochino meno per le luci che talvolta infastidiscono gli scatti fotografici.
Tra i preziosi abiti, accessori e oggetti vari presenti all’interno del museo, ecco alcuni di essi che ci hanno colpito ed affascinato, donandoci una diapositiva della Sicilia d’altri tempi unica e privilegiata.
Delle meravigliose ballerine nonché ciabatte elegantissime e borse a secchiello con brillanti, ci hanno suggerito in maniera diretta ed inequivocabile che tutta la moda, esattamente come tutta l’arte in generale, è sempre stata contemporanea, come cita una bella opera al neon dell’artista Maurizio Nannucci.

Ai nostri odierni chemisiers, ci hanno riportati dei larghi camicioni bianchi di cotone, all’epoca definiti abiti del mattino che indossavano le signore nobili prima di cambiarsi ed indossare gli abiti veri e propri della giornata.

Abiti da sera e da cena di gala preziosi, ci hanno riportati ai tempi de “Il Gattopardo” (romanzo ed omonimo film di Luchino Visconti) nonché ai romanzi di Stefania Auci che narrano la meravigliosa e altrettanto sfortunata storia della famiglia Florio.
Velluti neri e blu, sete, organze, sono alla base di questi abiti che raccontano da soli un’epoca, l’epoca che hanno vissuto e le persone che li hanno indossati.

Uno spazio speciale, a tale riguardo, lo riserviamo alla persona e storia di Donna Franca Florio, nobildonna siciliana raccontata con maestria nella saga dei Florio dalla penna della scrittrice Auci.
I Siciliani la chiamavano la “Regina di Sicilia”, mentre il Kaiser Guglielmo II la soprannominò la “Stella d’Italia”. Gabriele d’Annunzio la definì “unica”.
La bellezza e la grazia che Franca e il marito, Ignazio Florio, hanno diffuso in Sicilia è ancora oggi palpabile. Donna Franca ingaggiò i migliori sarti siciliani e francesi, acquistando gioielli dal prestigioso Cartier di Parigi. Il suo ritratto di Boldini, riprodotto a fianco all’abito di velluto nero ospitato nel MU.DE.CO del Castello di Donnafugata, è rinomato per la raffigurazione della collana lunga sette metri e composta di 365 perle.

Questo abito e tanti altri abiti e quindi vite e storie ed epoche, racconta il MU.DE.CO, che vi invitiamo a visitare all’interno del Castello di Donnafugata ovviamente insieme al Castello stesso ed al parco circostante, luogo siciliano dove il tempo sembra essersi fermato e che sta lì per testimoniarci la grandezza della Sicilia nel passato ed il fascino che fino ad oggi ha sprigionato e continua ad emanare.

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Autore

Daiana Cotoara

Nata nel 1989, Daiana Cotoara fin da piccola è appassionata di arte a 360° e curiosa della Bellezza che ci circonda, quella Bellezza che come avrebbe detto Fëdor Dostoevskij, salverà il mondo.

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