Artfutura - Creature Digitali

Interagire con la digital art immersi in uno spazio ideale


9

GIUGNO 2017


Un pomeriggio di sabato che aspettava come non mai la sera, quella del sabato, pieno weekend. Uno spazio all’aperto ampio, un po' dispersivo per la sua grandezza e quindi di difficile organizzazione esterna. Biglietteria collocata internamente al bookshop, distaccata dall’ingresso della mostra d’arte.

Si entra. Fin da subito, a big back hole! La mostra @Creature Digitali, curata dal curatore Montxo Algora, e presentata nell’ambito del @Festival Internazionale ArtFutura, comunica solo e soltanto attraverso le tecnologie che vengono esibite, protagoniste e medium dell’intera area espositiva dell’Ex Dogana - Viale dello Scalo San Lorenzo, 10 Roma.

From the black to the black. 
Il primo spazio che accoglie il visitatore è una sala oscura che a tratti viene illuminata grazie alle tecnologie che ospita. L’ambiente diventa dimora, ospitale, grazie a dei comodissimi pouf che permettono un’immersione rassicurante all’interno di questo ambiente sconosciutamente buio ma coinvolgentemente influente. Ad identificarci meglio nello spazio, l’aiuto di specchi che abbracciano la stanza e ci introducono alle sue pulsazioni protagoniste, le prime opere d’arte tecnologiche della mostra.
L’artista nonché scienziato, creatore delle opere della sala, è @Paul Friedlander il quale gioca con lo spettatore attraverso le sue “kinetic light scultures”.


Spirali di luci zampillano in pieno stile sincronico dialogando le une con le altre, attendendosi nel ritmo, completandosi nei cromatismi. Caleidoscopi puri che si diramano dal pavimento e fino al soffitto della camera oscura.

Fili metallici danzano sinuosamente, leggerezza è la parola d’ordine, il non spezzarsi è il risultato che emerge al colpo d’occhio! Un suono morbido e leggero accompagna questo scheletro tecnologico, fondamento artistico.

Si gioca con laser che intersecano la stanza. Le luci a tratti di flash permettono scatti fotografici super tecnologici.

La stanza si abbandona come dopo un party intenso ma a suoni bassi, un sogno di una festa passata e di quel che ne rimane nel ricordo. Pure revival!

Ad ospitarci nel prossimo spazio è l’artista @Can Buyukberber con le sue tre meravigliose opere - Morpéhogenersis, Celestial Collisions e Generative Tissues.
Questa volta un lungo corridoio verticale ci introduce ad un digitalismo senza eguali.
Anche qui i pouf dai quali comodamente ci si può perdere guardando i mega led che proiettano un’arte in moto perpetuo che si crea e ricrea dal micro al macro utilizzo di proiezioni digitali.
Dei Sol Lewitt che prendono vita, in pieno dinamismo digitale.


Su un lato del corridoio si apre un quadrato nero nel quale un pannello digitale dialoga con il visitatore. Una meraviglia della creazione nello spazio.
Una nebulosa interagisce con noi e noi attraverso di essa entrando finalmente all’interno di un’opera artistica in continuo divenire. Come diceva Malevich - “è da zero, nello zero, che il reale movimento dell'essere comincia.” Un’esperienza fantastica e irripetibile, coinvolgente a 360°.

La sensazione è quella di potere tenere in mano una tecnologia e disegnare dei contorni alla realtà, una matita in mano ad un soggetto che può coinvolgerlo in un processo creativo o semplicemente un dialogo con un nuovo medium, l’esito, in questo caso, è pienamente positivo.


Seguono diversi spazi super tecnologici nei quali il visitatore può interagire in maniera completa con le opere d’arte anche al di fuori del punto espositivo attraverso l’utilizzo di app e collegamenti.

Dei video di matrice plastica ci illustrano in tutte le nostre sembianze, nonché mode, smanie e debolezze - la natura umana schiaffata su un piatto tecnologico condito con movimenti ripetitivo-turbanti. E’ il caso dell’opera Uncanny dell’artista @Esteban Diacono. Natura vera e cruda.


In un lungo tratto spaziale che si estende in verticale, si muovono in progressione delle strutture rigonfie che in maniera continua mutano, in piena metamorfosi. Si tratta delle creazioni di @Chico Mac Murtrie.
Sembrano delle creature non viventi, la sensazione è quella di trovarsi davanti a delle entità del mondo della robotica, creature in forma plastica ed ultraleggere. Esseri non esseri, eppur si muovono!


Dei divani invitano lo spettatore ad accomodarsi in una grande sala filmica. Decine di video lo attendono per coinvolgerlo appieno nel mondo della digital art. Perfetta e dovuta questa presenza di contenuti.
Uno dei più coinvolgenti video è quello dell’artista @Kouhei Nakama con la sua creatura Diffusion. Meravigliosa sinuosità di contrasti che si muovono attraverso una morbidezza che il digitale solo attraverso un utilizzo eccelso dei suoi canali riesce a conferire appieno.
Qui si privilegiano le curve le quali scorrendo, completano cerchi che ridanno essenza alla figura umana, frutto di abbracci che da un’origine si diramano, si rincorrono per completarsi in corpo umano nonché linfa. Diffusion è firmato in rosso, colore imperativo.


Conclusione affrettata e troppo immediata, di una realtà attualmente poco esposta.
Una lunga sala infatti, ospita i cataloghi cartacei dei Festival ArtFutura passati che si prestano ad essere sfogliati un po' quasi per combattere la noia che si percepisce nel notare la fine di un qualcosa che si è consumato in troppo poco tempo.

Un’area espositiva di cataloghi in formato digitale forse poteva essere la chiave che avrebbe permesso un coinvolgimento più attento del visitatore, senza il lamento di uno spettacolo finito troppo in fretta per mandarci tutti a casa, in un pomeriggio di sabato che aveva tanto attesa la sera, arrivata prima del previsto.

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