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  • 7 Maggio 2020

I nostri fiori di stagione preferiti da tenere sempre in casa

Dopo un po’ di tempo trascorso nella nostra sezione del blog #iorestoacasa, torniamo al nostro blog tradizionale dedicandoci con ancora più grinta e passione alla redazione dei nostri post consueti, dedicati ai temi a noi più cari.
Oggi in particolare, desideriamo offrire spazio alla Natura parlando dei fiori di stagione che possono adornare e decorare le nostre case, spazi vivi che in questo periodo tutti noi abitiamo intensamente.
Devo dire che sono particolarmente appassionata di fiori in quanto li trovo delle creature speciali, in grado di donarci così tante emozioni tutte insieme.
I fiori innanzitutto ci donano piacere, per la vista e per l’olfatto. Il loro profumo talvolta inebriante e altre così delicato, emana puro diletto, gioia, senso di star bene.
Inoltre, i fiori con la loro bellezza intrinseca sono dei preziosi strumenti estetici che conferiscono colore, vivacità e raffinatezza agli ambienti domestici.

Adoro i fiori perché ci avvicinano ad uno stato naturale originale e in ambienti artificiali incastonati nel cemento armato, donano respiro ed ossigeno allo spazio circostante e dei veri e propri momenti di distacco e di pausa dal quotidiano, basterà ammirarne la bellezza dei petali, i dettagli, i boccioli e poi i fiori esplosi nella loro unicità in base a ciascuna varietà di fiori.
Tra i fiori che adoro avere in casa, quando arriva la loro stagione, ci sono in primis le peonie, i ranuncoli, i gigli ed ora che ne ho scoperto di recente il profumo prezioso, si aggiunge a questo essenziale elenco anche la rosa di maggio o rose de mai se vogliamo dirlo alla francese.
Tutti i fiori che vi ho elencato sono fiori che fioriscono in questo periodo che possiamo ognuno di noi trovare dal fioraio di fiducia, fioraio che da poco ha finalmente potuto anch’esso alzare la propria saracinesca, ora che molte attività sono state riaperte.
Le peonie, in primis, sono i fiori ai quali sono più affezionata perché legati a momenti d’infanzia. Mia nonna ne coltivava in quantità nel suo giardino e ogni volta che cominciavano a sbucare dal terreno era una gioia perché sapevo che ne sarebbero subito seguiti i boccioli a forma di una palla perfetta di varie dimensioni e poi ancora l’esplosione generosa del fiore in numerosi colori – dal rosa, al rosso vivace, al fucsia al bianco.

Le peonie sono considerate delle erbe perenni e possono essere erbacee o legnose, ovviamente quelle che troviamo dal fioraio sono per lo più erbacee ossia con il fusto più morbido e non legnoso appunto. Ne esistono tantissime di tipologie di peonie ma una in particolare mi ha sempre attratto e incuriosito – si tratta delle peonie di Dobrogea che si trovano in una riserva naturale della Romania di 51 ettari. Qui nascono le peonie selvatiche (peonia peregrina), tant’è che lì c’è proprio un posto che viene chiamato il bosco delle peonie. Queste peonie sono state qualificate come piante da proteggere un po’ come lo è la stella alpina per intenderci. Si tratta di un luogo incantevole e incontaminato che vale la pena visitare.

Passiamo adesso ai ranuncoli, altri fiori bellissimi che amo avere in casa, questi in particolare non solo sottoforma di fiori recisi ma anche come semplici piantine in quante si trovano in commercio in entrambe le modalità.
Il ranuncolo (ranunculus asiaticus), mi ha da sempre colpito perché è un fiore esteticamente un po’ burbero, “sempliciotto” potremo dire nel fusto e nelle foglie, un po’ erboso, ma con dei petali numerosissimi, generosissimi, petaloso, come ci permetterebbe di dire l’Accademia delle Crusca.

Ne troviamo svariati colori, io ne ho avuti bianchi, gialli, rosa, rossi e arancioni ma potete ancora sbizzarrivi sui colori se li cercherete.
I gigli invece, sono fiori che mi hanno da sempre colpito per la loro eleganza seppur un po’ mesta, triste, in cotanta bellezza si coglie un po’ di melanconia, a mio avviso, soprattutto nelle varietà di colore bianco, eppure le mie preferite.
Il giglio (lilium) lo trovo esteticamente perfetto e adoro contemplarlo per il suo consueto accostamento nelle opere d’arte storiche. Artisti quali Leonardo da Vinci e Lorenzo Lotto li hanno utilizzati per il loro forte senso simbolico a livello religioso. Il giglio bianco ad esempio, ci riconduce all’Arcangelo Gabriele, spesso raffigurato nell’iconografia religiosa con un giglio in mano, simbolo di purezza e verità, e a Sant’Antonio, patrono dei bambini, al quale Gesù donò dei candidi gigli. Anticamente era considerato anche il fiore della verginità, mentre tutt’oggi il giglio viene utilizzato per decorare rituali e cerimonie e può essere donato in occasione di un avvenimento importante, come per esempio un anniversario di matrimonio, tradizione questa che deriva dall’antica Grecia.

I gigli sono dei fiori profumatissimi, inebrianti direi, dei fiori che hanno fatto la storia potremo dire, venendo spesso usati iconograficamente anche come simboli araldici per prestigiose famiglie, è il caso dei Farnese a Roma, o dei Medici a Firenze.
Infine, concludiamo questa carrellata dedicata a dei fiori a mio avviso bellissimi, con le rose di maggio.
La rosa di maggio o rose de mai, nasce e cresce a Grasse, ed è una particolare rosa che si distingue con le altre per le sue note rare e intense, note preziose per tanti profumi di case quali Dior, Chanel ecc.
Non un fiore qualunque, la rose de mai ha un’anima regale e preziosa data da note vellutate dolci di miele.

Devo dire che è una particolarità di rosa che ho scoperto di recente, leggendo articoli su Grasse e sulle coltivazioni di rose per profumi famosi, da qui anche un Post dedicato nella nostra sezione #iorestoacasa proprio a questo luogo fantastico.
La cercherò e senz’altro la farò diventare un altro fiore prezioso in mezzo agli adorati ranuncoli, gigli e peonie profumatissime.
La primavera ormai è nel pieno del suo vigore, i fiorai sono aperti, sono lì per noi, ora più di ieri, vista la crisi che ha colpito soprattutto i piccoli esercizi, proviamo a dare una mano a loro e a noi stessi, circondandoci sempre di bellezza.

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Autore

Daiana Cotoara

Nata nel 1989, Daiana Cotoara fin da piccola è appassionata di arte a 360° e curiosa della Bellezza che ci circonda, quella Bellezza che come avrebbe detto Fëdor Dostoevskij, salverà il mondo.

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