Sentiero Karol Wojtyla

  • 18 Febbraio 2021

Trekking al Santuario della Mentorella

La scorsa domenica, abbiamo fatto un bel trekking immersi nella natura, percorrendo un sentiero davvero incantevole, il sentiero Karol Wojtyla che come meta ha l’arrivo al suggestivo e altolocato Santuario della Mentorella.
I prerogativi per svolgere questo trekking ci sono tutti: la meta è a due passi da Roma, ci si trova in pochi km in un’oasi di pace respirando aria pulita e di questi tempi anche particolarmente fresca viste le basse temperature, il paesaggio è variegato con una vista su tutte le catene montuose laziali e abruzzesi spettacolare, è un sentiero molto ben indicato e curatissimo.
Il nostro punto di partenza era il centro storico del paesino che si trova alle pendici del Santuario: Pisoniano.
Un bel borgo paesano incastonato tra le montagne e la vegetazione tipicamente marrone di questa stagione, fa da apriporta o cancello al sentiero.
Fin dal centro storico infatti, vicino ad un parcheggio pubblico, troverete le indicazioni per il sentiero Karol Wojtyla che porta al Santuario della Mentorella.
Di fronte a voi troverete la montagna bella maestosa con nella sua cima il Santuario che sovrasta imponente sugli spazi circostanti, in una quiete unica, che definirei di certo spirituale.

Appena allontanati dal centro storico, il percorso comincia con una generosa discesa, su terreno sassoso circondato nella stagione invernale da ruscelletti d’acqua qua e là ma non c’è il rischio di bagnarsi in maniera importante.
Finita la discesa si arriva a un pianoro e di fronte a noi la montagna con il suo meraviglioso Santuario si fa sempre più vicina ed evidente.
Si comincia con una salita su asfalto, circondati da uliveti e piccoli casolari costruiti con mattoni squadrati che sembrano davvero fatti a mano, per arrivare al vero e proprio inizio del sentiero in mezzo al bosco.
Una statua di Papa Giovanni Paolo II marca questo punto.
Superate le XIV Stazioni della Via Crucis per arrivare a questa statua che mostra il Papa polacco con tratti esili ed essenziali, i cartelli del sentiero si rivolgono a quanto di più vicino è nella preghiera – il rosario.
Come il rosario, il sentiero si compone di 20 tappe – venti “misteri” (eventi, momenti significativi) della vita di Gesù e di Maria, divisi dopo la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae, in quattro Corone.
La prima Corona comprende i misteri gaudiosi, la seconda i luminosi, la terza i dolorosi e la quarta i gloriosi.

Il bosco all’interno di questo percorso, diventa protagonista della nostra impresa, il nostro compagno fedele al quale ci affidiamo, misterioso, come i misteri del rosario, ci svela piano piano le sue sfaccettature, le sue meraviglie.
Percorrerlo è un gaudio, una gioia, è luce, dolore e fatica ed infine gloria per aver raggiunto la nostra meta.
Nel bosco incontriamo ancora il manto nevoso fresco qua e là sotto una coltre di ghiaccio appena sciolto, i bucaneve che sbucano perché sentono odore di primavera, le cascate generose che scorrono incessanti e fresche al nostro fianco e che ci accompagnano a ritmo serrato nella nostra attraversata.

Che pace, che meraviglia, che natura generosa, verde, splendida.
E gloria è alla fine del nostro percorso, quando dai rami spunta un costone di roccia sul quale si erge il Santuario della Mentorella tanto caro a Karol Wojtyla, l’uomo, il Papa.
Un piazzale di cemento ci porta verso il Santuario ed anche qui una statua del Papa polacco ci attende nella sua staticità plastica.
Accediamo alla Chiesa con all’interno la Statua lignea della Madonna delle Grazie – statua in rovere, di artista ignoto che dopo esser stata trafugata, è ritornata a splendere in questo posto.
Fuori dalla Chiesa, tramite il percorso della Scala Santa, costruita nel XVII secolo, si giunge alla cappella di Sant’Eustachio costruita nelle stesso periodo e costituita da un campanile, con tre campane a corda, che reca la seguente iscrizione “non far da campanaro se il cuor tuo non batte da cristiano”.

La Cappella di Sant’Eustachio, è stata costruita sulla roccia nel luogo in cui secondo la tradizione è apparso Gesù Cristo al santo. Sant’Eustachio insieme alla sua famiglia subì il martirio per ordine dell’imperatore Adriano (76-138). Nel IV secolo l’imperatore Costantino (306-337) colpito dal coraggio e dal martirio del santo visitò il luogo della sua conversione e ordinò di costruire il tempio dedicato al Martire che viene poi consacrato da papa San Silvestro (+335). La Cappella è ornata con affreschi raffiguranti la conversione e il martirio del santo.
Nella roccia sottostante la Cappella di Sant’Eustachio si trova la grotta di San Benedetto con l’altare e l’immagine del santo. In questa grotta naturale soggiornò per due anni San Benedetto da Norcia (480-547), il padre della vita monastica occidentale. Egli abbandonò la vita laica da patrizio romano per condurre una vita da eremita. Dalla Mentorella Benedetto si recò poi a Subiaco a circa 35 km di distanza.

All’interno del complesso del Santuario della Mentorella, una piccola mostra fotografica narra la presenza di Papa Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI al Santuario.
Entrambi legati a questo luogo, hanno ritrovato qui un luogo ideale per la Preghiera e per lo spirito.
Ci sono anche testimonianze scritte dai due Papi su questo luogo splendido.
Un luogo da visitare, un sentiero da percorrere.

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Autore

Daiana Cotoara

Nata nel 1989, Daiana Cotoara fin da piccola è appassionata di arte a 360° e curiosa della Bellezza che ci circonda, quella Bellezza che come avrebbe detto Fëdor Dostoevskij, salverà il mondo.

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